|
|||||||||||
|
MARMERE / FORAMETTO - Toscolano Maderno (Bs)
Nei
pressi del Rifugio Pirlo allo Spino.
ACCESSO
Da
Salò o Gardone Riviera si raggiunge la frazione a monte di San Michele. Presso il Ristorante Colomber si può salire a destra e dopo una lunga strada
sterrata si raggiunge il parcheggio (zona Pirello).
Si prosegue a piedi seguendo le indicazioni per il rifugio Giorgio Pirlo allo Spino da dove si
prende il sentiero che scendendo porta al passo del buco del Tedesco. Prima
di raggiungerlo, sulla destra ci sono gli attacchi delle vie.
Altrimenti,
sempre presso il ristorante Colomber, si prende a
sinistra per strada sterrata pianeggiante. Parcheggiata l'auto al termine
della strada si imbocca il sentiero 9bis che entra
a sinistra in una valletta, sul greto del torrente, abbastanza faticoso che
porta ai piedi della parete.
L'ambiente
nell'entroterra gardesano è veramente bello anche se la parete è un po' abbandonata. Le vie non hanno grande sviluppo, ma
la roccia è davvero particolare, un calcare eroso a rigole. Chiodatura lunga.
Anche gli
amanti dei monotiri possono divertirsi vista la
vicinanza degli attacchi delle numerose vie.
Monte MARMERE
Dal
rifugio Pirlo allo Spino
(
VIA
Primi salitori: Giuseppe e Giuliano Leonardi il 6 gennaio 1995
Sviluppo:
Difficoltà: VI+
L'attacco è
in prossimità d'una evidente placca a destra della
via "Gnaccarini-Bosio". Si sale con
quattro tiri di corda da
VIA GIGIAT
Primi salitori: Alberto Damioli in solitaria il 28 dicembre 1996
Sviluppo: monotiro di
Difficoltà: V+ V
La
via non arriva in vetta e si tratta d'un monotiro di
VIA YETI
Primi salitori: Alberto Damioli in solitaria il 15 dicembre 1996
Sviluppo:
Difficoltà:
dal III al VI
Interamente
protetta a spit, la via, da superare in aderenza,
non arriva in vetta; ritorno in doppia.
Da
poco sopra il sentiero che arriva dal rifugio Pirlo si attacca una placca dove si trova la
scritta con il nome della via e dopo un tratto facile (III) si obliqua a
sinistra e poi si continua direttamente (S11,
VIE ORECCHIE D'ORSO
Primi salitori: Alberto Tonoli e Edoardo Rizza
nell'aprile
1999
Sviluppo:
Difficoltà:
VI/A1
I
primi salitori hanno trovato, lungo i primi metri
del primo tiro, un paio di chiodi a pressione di un
probabile precedente tentativo.
Dal
Rifugio Pirlo allo Spino
(
VIA GALAXIA
Primi salitori: Alberto Tonoli,
Roberto Amadori e Edoardo Rizzi nell'aprile 1999
Sviluppo:
Materiale:
9 rinvii; 2 corde
Difficoltà: dal IV+ al VI+
La
via si immette, dopo il quarto tiro di corda,
sulla "Gnaccarini-Bosio" con la quale
si può arrivare in vetta; altrimenti il rientro si effettua in corda doppia
lungo la via di salita. Tutte le soste sono ben attrezzate con spit e catena.
Dal
Rifugio Pirlo allo Spino
(
Si attacca al
di sotto d'un grande tetto obliquando a sinistra e raggiungendone l'estremità alta a sinistra (S1,
VIA GNACCARINI-BOSIO
Primi salitori: Ernesto Fantini e Giuseppe Leonardi nel giugno 1990
Sviluppo:
Difficoltà:
V-
La
via, segnata con bolli rossi, è dedicata a
Sesto Gnaccarini Direttore della Scuola di
alpinismo della sezione CAI Bozzolo e a Egidio Bosio scomparso presidente della sezione CAI di Salò. La salita segue una via
molto logica, lungo un diedro-placca, dove gli ultimi tiri sono disturbati
dalla vegetazione tanto che modernamente si preferisce salire solo sino al
quinto tiro e poi calarsi in doppia. A metà parete si trova il libro di via, nello stesso punto dove giunge, da destra, la via
"
Dal
Rifugio Pirlo allo Spino
(
VIA ROGERWAY
Primi salitori: Alberto Tonolini e Roberto Amadori nel marzo 1998
Sviluppo:
Materiale:
2 corde
Difficoltà:
VI e A0
E una delle
vie più frequentate ed apprezzate della parete sud delle Marmere. Tutte le soste sono ben attrezzate con spit e catena.
L'attacco
(è scritto sulla roccia il nome della via) si trova alla sinistra della
parte più bassa della parete, prima che questa ricominci a salire verso il
Buco del Gatto.Si sale per un breve tiro alla
base di un diedrino che si supera (S1,
VIA
Primi salitori: Alberto Tonoli in solitaria nel novembre 1996
Sviluppo:
Materiale:
2 corde
Difficoltà: dal IV al VI+
La
via, che si snoda principalmente su placche compatte da superare in
aderenza, si ricollega all?ultimo tiro della via
"Profumo d'Oriente" ed è una delle arrampicate più
frequentate ed apprezzate della parete sud delle Marmere.
Le soste sono ben attrezzate con spit e catena.
L'attacco
della via è segnato da una freccia e dal nome scritto alla base. Il primo tiro obliqua leggermente a sinistra per poi
salire direttamente alla prima sosta (S1,
VIA DELLA GOCCIA D'ACQUA
Primi salitori: Renato Cobelli e Silvio Pedretti nel 1977
Sviluppo:
Difficoltà:
V e V+
Materiale
usato: 12 chiodi tutti lasciati comprese le soste
Tempo
di salita: 6 ore
Via
storica sul cui tracciato si è progettato di costruire una via
ferrata, idea poi abbandonata anche se in loco
restano, abbandonati ed arrugginiti, cavi metallici. La via, non più
frequentata, sale a piombo dal punto in cui oggi si vede pendere un cavo
metallico ed incrocia sia "La diagonale dei Sogni" che, nella
parte alta, "Rogerway", sbucadno sulla
cresta.
VIA PROFUMO D'ORIENTE
Primi salitori: Tiberio Quecchia in solitaria il 9 febbraio
Sviluppo:
Difficoltà:
VII- obbligatorio e A1
Tempo
di salita: ore 3.30/4
E' stata
definita la più bella via in assoluto delle montagne del
Garda. Vari passaggi sono stati superati con l'aiuto di piccoli
cliff-hanger, con www.tib.it , la via sinora più impegnativa tra quelle aperte su
questa parete e supera una serie di grandi muri che obliquano scendendo da sinistra a destra della parete.
Il
nome della via è segnato all'attacco. Si sale direttamente (VI-,
VI+) per poi superare un muro (S1,
VIA MARIOLINO
Primi salitori: Giuseppe e Giuliano Leonardi nel giugno 1991
Sviluppo:
Difficoltà: V+
E' conosciuta
anche con il nome di "Via dei cremonesi". Si attacca nella parte
sinistra della parete in corrispondenza d'una
placca verticale (chiodo). Si sale quindi per un bel diedro di circa
VIA BIG FOOT
Primi salitori: Alberto Damioli in solitaria l'8 febbraio 1997
Sviluppo:
Difficoltà:
massima VI+
Interamente
protetta si trova a sinistra della Via Mariolino, all'incirca nel punto
dove la parete S arriva più in basso, dove si trova una freccia incisa. Si
sale in una rigola (IV) per proseguire poi
direttamente (V) e piegare a destra per un tratto più facile (S1,
III). Si traversa a sinistra per qualche metro e poi si sale
direttamente piegando da ultimo a sinistra (S2, VI+). Obliquando a destra (V) si raggiunge di nuovo
VIA WWW.TIB.IT
Primi salitori: Tiberio Quecchia in solitaria in 6 giorni, terminata il 26 dicembre 1998
Sviluppo:
Difficoltà:
massima VII-
L'arrampicata è
molto delicata e, nell'ultimo tiro, atletica; è con "Profumo
d'Oriente", la via sinora più impegnativa tra quelle aperte su
questa parete. Le soste sono completamente attrezzate.
L'attacco
si trova appena a sinistra della via "Big Foot". Si sale ad una piccolissima cengia erbosa
per poi rimontare, prima direttamente alcune placche e poi, alla sinistra di
queste, entrare in un diedro che si risale sul fondo (S1,
VIA PODAVINI-FUCINA
Primi salitori: Dario Podavini e Pietro Fucina il 1
novembre 1965
Sviluppo:
Difficoltà:
ore 1.45
Materiale
usato: 12 chiodi tutti lasciati comprese le soste
Tempo
di salita: 6 ore
E' la
prima via aperta sulla parete sud delle Marmere e
percorre una serie di placche inclinate accanto al marcato diedro che
attraversa la parete, sbucando sulla cresta ovest nei pressi della vetta.
Non ci sono altre informazioni.
Monte FORAMETTO
Il
monte Forametto (
Accesso:
Dal
rifugio Pirlo allo Spino
(
VIA L'AURORA NEL DIEDRO
Primi salitori: Alberto Tonoli in solitaria
nell'aprile 1997
Sviluppo:
Materiale:
1 corda
Difficoltà:
dal III al VI+
La
via sale alla destra del grande diedro che solca
quasi l'intera parete SE e, dopo la pioggia, resta a lungo bagnata.
Dal
rifugio Pirlo (
VIA 30 LUGLIO 1988
Primi salitori: Tiberio Quecchia in solitaria nel
luglio 1998.
Sviluppo:
Difficoltà: VI+ in libera e A1
Materiale
usato: per i passaggi in artificiale 2 piccoli cliff-hanger e 2 staffe
L'attacco
si trova a sinistra della via "L'aurora nel diedro".
Si
sale per una placca verso destra (V) che porta in un diedro da risalire in
centro (VI, passaggio A1) per poi uscirne a sinistra verso un albero (S1,
Discesa.
La via è attrezzata per le calate in doppia oppure si scende lungo la
cresta a Buco del Tedesco.
VIA "CON UN TOCCO DI CLASSE"
Primi salitori: Tiberio Quecchia in solitaria nel marzo 1998 in tre giorni di arrampicata
(un giorno con Alberto Tonoli, i primi due tiri)
Sviluppo:
Difficoltà:
massime VI
Tempo
di salita: Ore 3-3.40
Lungo
la via, su roccia aderentissima, pulita e particolarmente compatta, sono
stati lasciati i chiodi delle soste costituite da catene.
A
sinistra della placca della Via 30 luglio, si trova l'attacco.
Si
sale la parete direttamente puntando ad una nicchia (S1,
Discesa:
in corda doppia oppure si scende lungo la cresta est raggiungendo il Buco
del Tedesco.
SOLLAZZO
Il
rifugio rappresenta un buon punto di ristoro, anche se poi la
discesa è ancora lunga.
Inoltre
se si sale dal sentiero 9bis è meglio
rientrare direttamente senza allungarla.
A
san Michele si trova il Ristorante/Hotel San Michele "Dai Rosei"
con strepitosa vista lago e buona cucina. 0365 /
20575
Utile
il pernottamento al rifugio
Gestore
Rifugio: Calliari Renza - tel. 0365-651177
|
FOTO DI MAURIZIO LUTERIANI - CAI Salò
Schema generale VIE DA DESTRA A SINISTRA:
Via Gigigiat
Galaxia Gnaccarini - Bosio
Orecchie d'orso
Rogerwey
La diagonale dei sogni
Profumo d'oriente Big foot
www.tib.it
30 luglio 1988
Aurora del diedro
ERIKA |
|||||||||