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MONTE BRIONE Da: CAMERINI F. - STENGHEL G., Il Garda verticale, ed. Zeta-Beta 2002. MONTE BRIONE Monte Brione, una propaggine rocciosa che s'innalza in mezzo alla piana fra Riva del Garda e Torbole: un tempo, quando le lingue glaciali che scendevano dalle montagne colmavano la valle del Sarca e SI bacino del Benaco, questa propaggine rocciosa s'ergeva isolata in mezzo a quel preistorico mare di ghiacci. Oggi l'isola postglaciale se ne sta lì ad abbellire il già pittoresco paesaggio rivano, con la sua parete Est alta più di250 metri , divisa in due parti. La prima, più interessante dal lato alpinistico, è una lunga bastionata lavorata da immense grotte che, verso il lago, forma un caratteristico, quanto invitante pilastro di rocce bianche. La seconda, è invece interrotta da grandi cengie e rampe alberate. Questo particolare, assieme alla roccia quasi sempre friabile, non ha favorito lo sviluppo alpinistico di questa piccola montagna. Per la sua isolata posizione Monte Brione fu ben fortificato dagli austriaci in previsione della guerra con l'allora Regno d'Italia e tutt'oggi, al di sopra delle sue pareti, si trovano resti di quelle munitissime postazioni di difesa. Esiste una sola via - VIA CARLOTTA Primi salitori: Guido Zanoni; Mazzoldi Eugenio a comando alternato il 26 maggio 1984 Sviluppo: 110 m Difficoltà: V-VI-A2 Materiale usato: 10 chiodi tutti lasciati, nuts dal 7 al 11 Tempo dei primi salitori: ore 4,30 I primi salitori relazionano la via ben protetta e, nonostante la friabilità della roccia, c'è la possibilità di usare nuts. Seguendo la Strada Statale tra Riva e Torbole si supera la galleria e si prosegue fino dopo la successiva galleria paramassi, al termine di questa (attuale bretella) è visibile il grande "pilastro bianco". La via supera il diedro che delimita il lato destro del pilastro. A piedi si entra nella campagna sottostante per circa 100 metri e si sale puntando al vecchio ulivo (bruciato) segnato sullo schizzo. SOLLAZZO Riferimenti: CAMERINI F. - STENGHEL G., Il Garda verticale, ed. Zeta-Beta 2002. Merita una visita il sito www.arcowall.it
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