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CIMA CAPI
Il bivacco Arcioni sorge a
Poco prima del bivacco s'incontra la chiesetta di San
Giovanni Battista costruita in granito dalla Associazione Pro San Giovanni
che gestisce anche il bivacco. I dintorni dei bivacco sono ricchi di resti
della Grande Guerra: correva, infatti, lungo la fascia boscosa che divide
in due la parete S della Rocca un trincerone che costituiva la postazione
italiana più avanzata contro le posizioni austriache della Rocca.
Sotto il bivacco s'erge una placconata, di buona
roccia grigia alta circa
Difficoltà: T Tempo di salita: ore 1.15
Da Biacesa (
IL SENTIERO ATTREZZATO
Difficoltà: EEA Tempo di salita: ore 1.15
Divertente sentiero attrezzato con cavi metallici che
percorre alcuni salti rocciosi della parete sud-ovest del poggio boscoso su
cui sorge il bivacco San Giovanni. Sulla stessa parete è stata salita da
Giuliano Emanuelli nel 1985, una via su placche, con tratti in comune alla
attuale via attrezzata e con difficoltà di II, III e IV. L'itinerario,
segnalato con bolli rossi, segue un vecchio percorso militare detto
"Sentiero delle Lastre".
Da Biacesa (
2.5.3 Via
Zanotti-Calzà
Prim salitori: Rino Zanotti e Paolo Calzà (Trota) nel 1994 Difficoltà: III, IV, V+
La via è ottimamente attrezzata a spit. L'attacco si trova lungo il precedente sentiero attrezzato, in prossimità d'una nicchia appena giunti sotto la parete grigia. Sale direttamente per 3 tiri di corda e esce ancora sul medesimo sentiero dopo il tratto attrezzato. SPERONE DI SAN GIOVANNI
Primi sartori: Eugenio Cipriani e Martina Speri Sviluppo: 200 merci circa Difficoltà: dal II al V+ Materiale lasciato: 6 fix da
Materiale occorrente:cordini, sufficiente una corda da
È una divertente ascensione a carattere esplorativo, discontinua nelle difficoltà ma con alcuni muretti di discreto contenuto tecnico. Roccia ottima sulle difficoltà, tranne in alcuni metri da ripulire. La via si sviluppa lungo la parte bassa dello sperone meridionale del costone su cui sorge la chiesa di San Giovanni e sbuca sulla via attrezzata dell’itinerario 2.5.2, all'inizio del secondo tratto di corde fisse. La via è fattibile tutto l'anno. Da Biacesa si segue l'itinerario 2.5.1 sino al bivio per la via attrezzata. Si prosegue altri cinque minuti salendo ad una selletta appena oltre la quale si nota, a sinistra del sentiero, un muretto a secco. A sinistra del muretto una traccia ben marcata conduce, 15m più avanti, all'attacco della via contraddistinto da una placca con spit e scritta alla base (30 min). Dopo la rampa d'attacco si vince un difficile muretto (IV+, 1 fix) e la successiva parete più articolata (IV+, 1 fix) oltre la quale si sosta presso un fix (S1, 20m, dal IV V+). Si prosegue ora verticalmente su rocce articolate e facili (II, attenzione a qualche masso instabile), quindi si vince un muretto fessurato (IV) oltre il quale, si prosegue in un boschetto andando a sostare su un cordino bianco presso una liscia placchetta oltre un muretto a secco (S2, 50m, dal II al IV+). Si supera la placchetta (fix, V-) e quindi si sale verticalmente per una decina di metri sino ad una sosta su clessidra da attrezzare nei pressi del sentiero (S3, 20m, V-, poi facile). Si traversa a sinistra lungo il sentiero per una decina di metri fin sotto una bella placca con fix visibili (S4, 10m, facile). Si scala la placca (IV+\V-) con bellissima arrampicata (2 spit ed 1 chiodo), raggiungendo un terrazzo erboso sotto il successivo salto sotto il quale si sosta serviti da uno spit molto alto (S5, 30m). Si traversa a sinistra per una quindicina di metri e poi si sale diritti ad un fix seguito da un cordino superando un difficile muro (V+) oltre il quale per rocce verticali ma lavorate si raggiunge una sosta servita da un cordone rosso (S6, 30m, dal III al V+). Verticalmente per rocce facili (II) e poi per bosco sino alla ferrata (S7, 20m). La discesa per la ferrata o lungo il comodo sentiero segnalato col n° 460. SOLLAZZIO Stiamo lavorando per voi.
FONTI Dati ed informazione tratte da: "Il garda Verticale" - Camerini
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