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CIMA CAPI

LA PLACCONATA DI SAN GIOVANNI

Il bivacco Arcioni sorge a 858 metri in mezzo ai boschi, sotto la parete Sud della Rocca che lo domina dall'alto. È dedicato al tenente Francesco Arcioni caduto sullo Sperone il 13 aprile 1916. Costruito nei 1985 dal gruppo SAT di Biacesa ha un locale sempre aperto con fuoco, panche e tavoli e cucina. La domenica, è quasi sempre gestito. Un altro locale offre 6 posti letto (più altri due su materasso) e le chiavi possono essere chieste a Renato Gotti (0464/508474).

Poco prima del bivacco s'incontra la chiesetta di San Giovanni Battista costruita in granito dalla Associazione Pro San Giovanni che gestisce anche il bivacco. I dintorni dei bivacco sono ricchi di resti della Grande Guerra: correva, infatti, lungo la fascia boscosa che divide in due la parete S della Rocca un trincerone che costituiva la postazione italiana più avanzata contro le posizioni austriache della Rocca.  

Sotto il bivacco s'erge una placconata, di buona roccia grigia alta circa 150 metri . Probabilmente, durante la Grande Guerra , è stata in qualche modo ed in qualche punto salita da soldati. Oggi vi si snodano una via attrezzata ed alcune vie d'arrampicata.

2.5.1 Da Biacesa al bivacco

Difficoltà: T

Tempo di salita: ore 1.15  

Da Biacesa ( 418 m ) si raggiunge il bivio con le case Caregna dove si tiene la sinistra salendo a larghi tornanti lungo una comoda mulattiera selciata. Al successivo bivio, in località Dos de le Frate ( 700 m circa), si lascia a sinistra la mulattiera per il Bochet dei Concolì. Si sale lasciando poi a sinistra il sentiero per Bocca Sperone e si continua lungo un sentiero che raggiunge la Chiesetta di San Giovanni e il successivo bivacco.

IL SENTIERO ATTREZZATO

Difficoltà: EEA

Tempo di salita: ore 1.15  

Divertente sentiero attrezzato con cavi metallici che percorre alcuni salti rocciosi della parete sud-ovest del poggio boscoso su cui sorge il bivacco San Giovanni. Sulla stessa parete è stata salita da Giuliano Emanuelli nel 1985, una via su placche, con tratti in comune alla attuale via attrezzata e con difficoltà di II, III e IV. L'itinerario, segnalato con bolli rossi, segue un vecchio percorso militare detto "Sentiero delle Lastre".  

Da Biacesa ( 418 m ) si segue l'itinerario 2.5.1 sino ad un tornante sinistrorso ( 680 m ca). Si prende a destra una traccia di sentiero che a mezzacosta porta alla base di alcune pareti grigie. Si sale a zigzag in mezzo alle rocce (cavi) raggiungendo una nicchia con il libro di via. Subito a destra si supera un salto di 2 metri e le successive roccette (cavi). Dove il sentiero sembra terminare contro una parete si appoggia a sinistra sino ad un bivio. Si lascia a destra un sentiero che porta ad alcune postazioni di guerra e, nel bosco, si raggiunge di nuovo l'itinerario 2.5.1, poco prima della chiesetta.

2.5.3 Via Zanotti-Calzà  

Prim salitori: Rino Zanotti e Paolo Calzà (Trota) nel 1994

Difficoltà: III, IV, V+  

La via è ottimamente attrezzata a spit. L'attacco si trova lungo il precedente sentiero attrezzato, in prossimità d'una nicchia appena giunti sotto la parete grigia. Sale direttamente per 3 tiri di corda e esce ancora sul medesimo sentiero dopo il tratto attrezzato.

SPERONE DI SAN GIOVANNI

Primi sartori: Eugenio Cipriani e Martina Speri

Sviluppo: 200 merci circa

Difficoltà: dal II al V+

Materiale lasciato: 6 fix da 8 mm , 1 cordino ed 1 chiodo di passaggio; 2 fix e 2 cordoni alle soste

Materiale occorrente:cordini, sufficiente una corda da 60 metri .

È una divertente ascensione a carattere esplorativo, discontinua nelle difficoltà ma con alcuni muretti di discreto contenuto tecnico. Roccia ottima sulle difficoltà, tranne in alcuni metri da ripulire. La via si sviluppa lungo la parte bassa dello sperone meridionale del costone su cui sorge la chiesa di San Giovanni e sbuca sulla via attrezzata dell’itinerario 2.5.2, all'inizio del secondo tratto di corde fisse.

La via è fattibile tutto l'anno. Da Biacesa si segue l'itinerario 2.5.1 sino al bivio per la via attrezzata. Si prosegue altri cinque minuti salendo ad una selletta appena oltre la quale si nota, a sinistra del sentiero, un muretto a secco. A sinistra del muretto una traccia ben marcata conduce, 15m più avanti, all'attacco della via contraddistinto da una placca con spit e scritta alla base (30 min).

Dopo la rampa d'attacco si vince un difficile muretto (IV+, 1 fix) e la successiva parete più articolata (IV+, 1 fix) oltre la quale si sosta presso un fix (S1, 20m, dal IV V+). Si prosegue ora verticalmente su rocce articolate e facili (II, attenzione a qualche masso instabile), quindi si vince un muretto fessurato (IV) oltre il quale, si prosegue in un boschetto andando a sostare su un cordino bianco presso una liscia placchetta oltre un muretto a secco (S2, 50m, dal II al IV+).

Si supera la placchetta (fix, V-) e quindi si sale verticalmente per una decina di metri sino ad una sosta su clessidra da attrezzare nei pressi del sentiero (S3, 20m, V-, poi facile). Si traversa a sinistra lungo il sentiero per una decina di metri fin sotto una bella placca con fix visibili (S4, 10m, facile). Si scala la placca (IV+\V-) con bellissima arrampicata (2 spit ed 1 chiodo), raggiungendo un terrazzo erboso sotto il successivo salto sotto il quale si sosta serviti da uno spit molto alto (S5, 30m). Si traversa a sinistra per una quindicina di metri e poi si sale diritti ad un fix seguito da un cordino superando un difficile muro (V+) oltre il quale per rocce verticali ma lavorate si raggiunge una sosta servita da un cordone rosso (S6, 30m, dal III al V+). Verticalmente per rocce facili (II) e poi per bosco sino alla ferrata (S7, 20m).

La discesa per la ferrata o lungo il comodo sentiero segnalato col n° 460.

SOLLAZZIO

Stiamo lavorando per voi.

 

FONTI

Dati ed informazione tratte da: "Il garda Verticale" - Camerini