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TORRIONI DI LIMONE - Limone sul Garda (Bs)
Scogliera
rocciosa alla base del Dos de Calà, tra Limone e
Riva del Garda, in ambiente suggestivo e
selvaggio.
Via Massimiliano Torti
Spettacolare
traverso su cengia artificiale, scavata nella roccia a picco sul lago,
lungo circa più di
Si
può partire da Pregàsina o dalla Gardesana nei
pressi del ristorante Casa della Trota che si incontra
partendo da Riva in direzione di Limone.
CIMA NODICE
Sulla carta topografica dell' IGM è detto Cima di Lè ma è oggi in uso Cima Nodice dal nome
dell'ufficiale austriaco, Nodic, che diresse le
opere di fortificazione della cima prima della Grande Guerra. Nell'ottobre
1915 gli italiani riuscirono, dopo 5 giorni, ad espugnare la cima ancora
oggi ricca di resti di fortificazioni tra cui camminamenti e gallerie
percorribili con torcia e posti di osservazione
sul sottostante Lago di Garda.
Primi salitori: Eugenio Cipriani e Giuseppe Vandali nel gennaio 1991
Sviluppo:
Difficoltà: IV al VII-
I primi salitori l'hanno
definita "splendida arrampicata" su ottime rocce.
Si prosegue a destra per
superare una difficile placca e poi verso sinistra si segue una rampa
(protetta a spit) fino ad una nicchia dove si
sosta (
Primi sartori: Eugenio Cipriani e Giuseppe Vidali nel gennaio 1991
Sviluppo:
Difficoltà: dal IV al VII+ (oppure V+/AO)
Si salgono, su rocce facili,
i primi metri mirando ad una placchetta (spit e cordino) oltre la quale si procede direttamente spit) sino all'evidente nicchia in centro alla parete (
Via G. Angelini a Cima Fabio Stedile
Prim salitori:
Giuliano Stenghel e Fabio Sartori
Difficoltà: V+ e 1 passaggio di VI
Materiale usato: 3
chiodi
Tempo di salita:
ore 1.30
La via vince con
arrampicata bella ed esposta l'evidente spigolo che è ben visibile dal
lago e dalla strada Gardesana.
PRIMO E SECONDO
TIRO. Dalla strada Gardesana, dopo la galleria
posta a Sud del Ristorante Ponale, si sale per
rocce un po' friabili in direzione di un evidente diedro fessurato.
TERZO
TIRO. Lo si percorre in aperta parete su roccia
bianca ma soprattutto avara di appigli, fra lo spigolo e la fessura di
fondo del diedro (1 chiodo). In alto si utilizza la fessura, che s'avvicina
allo spigolo costringendo, per proseguire, ad aggirarlo e portarsi sulla
parete sud. Qui le rocce sono più articolate.
QUARTO TIRO. Per
roccia ottima e leggermente poggiata si segue la cresta fino ad una comoda
cengia.
QUINTIO TIRO. Sempre
direttamente, si ha la meglio di una paretina e di uno strapiombo e si continua fino alla
base di un evidente diedro (pianta).
SESTO TIRO. Non
senza difficoltà si prosegue lungo il diedro che presenta una scalata avara di appigli. La discesa avviene per rampe erbose
sul versante est (vista lago). Alcune calate a
corda doppia.
CIMA WOODY
Cima Woody è uno spuntone roccioso a nord di Cima Stedile.
Via Calzà
Primi salitori:
Giugliano Stenghel, Fabio Sartori, Fruet Stefano, Marco Cantaloni
Difficoltà: IV e V+
Materiale usato: 6
chiodi,
Tempo di salita: 4
ore
Si sale uno
zoccolo alberato fino alla base di rocce inclinate e sporche d'erba.
PRIMO
TIRO. Per rocce facili, si traversa alcuni metri a
destra per poi salire direttamente un diedro inclinato (II e III grado).
SECONDO
TIRO. Percorrendo una cengia verso destra si arriva alla base del grande,
evidente, diedro obliquo; si salgono alcuni metri su lame, piegando a
sinistra fino ai piedi di una grigia parete (alcuni metri sopra si fa una
sosta aerea - 2 chiodi IV e IV+).
SOLLAZZO
In costruzione…
CAMERINI F. - STENGHEL G., Il Garda verticale, ed.
Zeta-Beta 2002.
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