www.gardaclimbing.it
arrampicata vista lago
 

SITI AMICI

FONTI E RINGRAZIAMENTI

GALLERIA FOTOGRAFICA

NOTE LEGALI

  
 

 

TORRIONI DI LIMONE - Limone sul Garda (Bs)

INFO

  PARETI DEL PONALE

Scogliera rocciosa alla base del Dos de Calà, tra Limone e Riva del Garda, in ambiente suggestivo e selvaggio.

Via Massimiliano Torti

Spettacolare traverso su cengia artificiale, scavata nella roccia a picco sul lago, lungo circa più di 2 chilometri . Alcuni tratti sono stati attrezzati con cavo metallico, mentre altri necessitano di rinvii e corda da 60 mt.

Si può partire da Pregàsina o dalla Gardesana nei pressi del ristorante Casa della Trota che si incontra partendo da Riva in direzione di Limone.

CIMA NODICE

Sulla carta topografica dell' IGM è detto Cima di Lè ma è oggi in uso Cima Nodice dal nome dell'ufficiale austriaco, Nodic, che diresse le opere di fortificazione della cima prima della Grande Guerra. Nell'ottobre 1915 gli italiani riuscirono, dopo 5 giorni, ad espugnare la cima ancora oggi ricca di resti di fortificazioni tra cui camminamenti e gallerie percorribili con torcia e posti di osservazione sul sottostante Lago di Garda.

  Via dello Spigolo

Primi salitori: Eugenio Cipriani e Giuseppe Vandali nel gennaio 1991

Sviluppo: 200 metri con 5 tiri di corda

Difficoltà: IV al VII-

I primi salitori l'hanno definita "splendida arrampicata" su ottime rocce.

Dalle ultime case a Nord di Pregàsina ( 532 m ) si prende uno stretto sentiero che va in direzione d'un contrafforte meridionale della parete. Giunti nei pressi di ruderi di guerra si sale a destra per tracce e roccette (passaggio II) sino a montare sull'avancorpo. SI attraversa un canale boscoso e si prende una cengia che porta alla base della parete presso una vecchia costruzione diroccata; si continua sulla cengia per altri 30 metri sino ad affacciarsi al versante orientale dove si trova l'attacco Scordino. Si sale un breve avancorpo sino ad una sosta con cordino e chiodo ( 20 m ; II).

Si prosegue a destra per superare una difficile placca e poi verso sinistra si segue una rampa (protetta a spit) fino ad una nicchia dove si sosta ( 30 m ; VII- poi VI). Dalla nicchia si va verso destra, si raggiunge un poco marcato spigolo e lo si segue sino a raggiungere una zona di rocce inclinate e molto erose dove si trova una sosta con spit e cordini ( 30 m ; V-; poi IV e III). Si prosegue per gli ultimi due tiri su rocce più facili e si raggiunge la sommità ( 80 m ; III e II).

  Via della Nicchia - Parete Sud

Primi sartori: Eugenio Cipriani e Giuseppe Vidali nel gennaio 1991

Sviluppo: 200 metri con 4 tiri di corda

Difficoltà: dal IV al VII+ (oppure V+/AO)

Dalle ultime case a Nord di Pregàsina ( 532 m ) si prende uno stretto sentiero che va in direzione d'un contrafforte meridionale della parete. Giunti nei pressi di ruderi di guerra si sale a destra per tracce e roccette (passaggio II) sino a montare sull'avancorpo. SI attraversa un canale boscoso e si prende una cengia che porta alla base della parete presso una vecchia costruzione diroccata-

Si salgono, su rocce facili, i primi metri mirando ad una placchetta (spit e cordino) oltre la quale si procede direttamente spit) sino all'evidente nicchia in centro alla parete ( 35 m ; V+ e VI+). Si supera lo strapiombo della nicchia (V+) e poi la difficile placca soprastante (V+/A0; oppure VII+) fino a raggiungere una zona di rocce facili e lavorate dalle intemperie ( 30 m ; dal IV al VII+). Gli ultimi tiri proseguono con meno difficoltà.

 CIMA STEDILE

Cima Stedile ( 350 m ca.) è un evidente torrione, ben visibili da chi percorre verso settentrione la strada della Gardesana Occidentale così battezzato dai primi salitori della via "Angelini" in ricordo di Fabio Stedile scomparso sul Cerro Torre. La forma di Cima Stedile sembra quella della prua di una grande nave che si erge direttamente sopra il lago e sale, verticale, per circa 150 metri .

Via G. Angelini a Cima Fabio Stedile

Prim salitori: Giuliano Stenghel e Fabio Sartori

Difficoltà: V+ e 1 passaggio di VI

Materiale usato: 3 chiodi

Tempo di salita: ore 1.30

La via vince con arrampicata bella ed esposta l'evidente spigolo che è ben visibile dal lago e dalla strada Gardesana.

PRIMO E SECONDO TIRO. Dalla strada Gardesana, dopo la galleria posta a Sud del Ristorante Ponale, si sale per rocce un po' friabili in direzione di un evidente diedro fessurato.

TERZO TIRO. Lo si percorre in aperta parete su roccia bianca ma soprattutto avara di appigli, fra lo spigolo e la fessura di fondo del diedro (1 chiodo). In alto si utilizza la fessura, che s'avvicina allo spigolo costringendo, per proseguire, ad aggirarlo e portarsi sulla parete sud. Qui le rocce sono più articolate.

QUARTO TIRO. Per roccia ottima e leggermente poggiata si segue la cresta fino ad una comoda cengia.

QUINTIO TIRO. Sempre direttamente, si ha la meglio di una paretina e di uno strapiombo e si continua fino alla base di un evidente diedro (pianta).

SESTO TIRO. Non senza difficoltà si prosegue lungo il diedro che presenta una scalata avara di appigli. La discesa avviene per rampe erbose sul versante est (vista lago). Alcune calate a corda doppia.

CIMA WOODY

Cima Woody è uno spuntone roccioso a nord di Cima Stedile.

Via Calzà

Primi salitori: Giugliano Stenghel, Fabio Sartori, Fruet Stefano, Marco Cantaloni

Difficoltà: IV e V+

Materiale usato: 6 chiodi, 3 a pressione e 2 di sosta

Tempo di salita: 4 ore

Dalla base della Cima "Stedile", dopo circa 150 metri verso nord (sopra la galleria di recente costruzione) si giunge sotto una cima somigliante a quella dedicata a Fabio Stedile. Sulla destra, tra lo spigolo e un diedro, sale, verticale, una grande liscia placconata, sulla quale si svolge la Via Calzà. La roccia è in gran parte ottima, l'arrampicata bella e molto tecnica nonostante l'aiuto di qualche solido chiodo.

Si sale uno zoccolo alberato fino alla base di rocce inclinate e sporche d'erba.

PRIMO TIRO. Per rocce facili, si traversa alcuni metri a destra per poi salire direttamente un diedro inclinato (II e III grado).

SECONDO TIRO. Percorrendo una cengia verso destra si arriva alla base del grande, evidente, diedro obliquo; si salgono alcuni metri su lame, piegando a sinistra fino ai piedi di una grigia parete (alcuni metri sopra si fa una sosta aerea - 2 chiodi IV e IV+).

TERZO TIRO. Si riprende lungo una fessura (V) fino al suo termine. Si forza una liscia placca con qualche chiodo (A-0), per poi proseguire su rocce pi? appigliate (V+). Dopo aver incrociato il diedro si conquista il sentiero attrezzato Massimiliano Torti, che traversa in alto gran parte della scogliera occidentale del lago.

QUARTO TIRO. Alzarsi sul filo dello spigolo con arrampicata esposta, per poi proseguire senza interruzioni lungo una facile cresta (Lasciato in una nicchia il libro di vetta). Per la discesa bisogna calarsi (3 doppie), sfruttando delle piante, nel canale di sinistra. In breve si raggiunge la base.

SOLLAZZO

In costruzione…

Tutte le informazioni sono tratte da:

CAMERINI F. - STENGHEL G., Il Garda verticale, ed. Zeta-Beta 2002.