Via G. Angelini a Cima Stedile

Prim salitori: Giuliano Stenghel e Fabio Sartori

Difficoltà: V+ e 1 passaggio di VI

Materiale usato: 3 chiodi

Tempo di salita: ore 1.30

La via vince con arrampicata bella ed esposta l’evidente spigolo che è ben visibile dal lago e dalla strada Gardesana.

PRIMO E SECONDO TIRO. Dalla strada Gardesana, dopo la galleria posta a Sud del Ristorante Ponale, si sale per rocce un po’ friabili in direzione di un evidente diedro fessurato.

TERZO TIRO. Lo si percorre in aperta parete su roccia bianca ma soprattutto avara di appigli, fra lo spigolo e la fessura di fondo del diedro (1 chiodo). In alto si utilizza la fessura, che s’avvicina allo spigolo costringendo, per proseguire, ad aggirarlo e portarsi sulla parete sud. Qui le rocce sono più articolate.

QUARTO TIRO. Per roccia ottima e leggermente poggiata si segue la cresta fino ad una comoda cengia.

QUINTIO TIRO. Sempre direttamente, si ha la meglio di una paretina e di uno strapiombo e si continua fino alla base di un evidente diedro (pianta).

SESTO TIRO. Non senza difficoltà si prosegue lungo il diedro che presenta una scalata avara di appigli. La discesa avviene per rampe erbose sul versante est (vista lago). Alcune calate a corda doppia.